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Lui è Nòè. Noè il TREMENDO. Noè arriva dalla discarica: era buttato dentro uno scatolone. Ovviamente cucciolo.
Noè è figlio degli angeli, perchè solo gli angeli potrebbero creare un animale così incredibilmente speciale.
Nella vita è un casinaro, nel senso che se vuoi un po' di trambusto in casa non devi chiederglielo due volte.
E' un guardiano attento, tanto che la notte ama fare le ronde per casa per potere controllare se la situazione è sotto controllo e se tutta la famiglia (quadrupedi e non) stà bene. E' un cane buono, dall'animo gentile ma riservato. Nei suoi occhi ti ci tufferesti tanto sono immensi, e guardandolo sembra raccontarti storie che solo lui custodisce, come se portasse dentro di sè segreti che noi difficilmente capiremmo.
Noè soffre di epilessia idiopatica, che detta così risulta particolarmente illuminante, dato che, per quanto possa suonare ipertecnico e scientifico la parola "idiopatica", sta a significare qualcosa "di cui non si conosce la causa". Per quanto concerne la sofferenza quella invece c'è tutta, e al diavolo tutti i veterinari che mi dicono che durante le crisi il cane non sente nulla. Lui sente prima, durante e dopo la crisi.
Ma Noè è figlio degli angeli e in tutti i modi, prima ancora delle cure mediche, prima delle attenzioni della famiglia, prima di tutte le medicine è lui a lottare contro questo disturbo. Ogni volta che finisce una crisi, vedo che lotta contro qualcosa a me sconosciuto, e dopo qualche affanno ritorna ad essere il tremendo di sempre.
Noè per me è un'idea piena di luce e di rabbia. L'idea che nella vita ci sono giorni difficili, di sofferenza ma che, prima o poi, tornerai sopra, e nessuno ti trasporterà in alto se non sarai stato tu a raccogliere le tue forze contro tutto e tutti.
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